Chi siamo

Ci troviamo oggi al guado di un cambiamento importante. Un cambiamento la cui portata e i cui tempi di realizzazione dipenderanno molto anche da noi, dalla forza e dalla perseveranza con cui saremo in grado di accompagnare e agevolare i processi, a partire da quelli su scala ridotta, nel nostro quotidiano.

Noi chi?

Noi che riteniamo che troppi diritti civili siano ancora negati.

Noi che riteniamo che la libertà economica sia la precondizione della libertà politica.

Noi che rifiutiamo di fare ricorso ad ideologie preconcette, per il semplice motivo che queste non possono dare una rappresentazione corretta ad un mondo complesso ed in continuo divenire.

Noi che crediamo che la conoscenza sia il frutto di una continua e razionale esplorazione dell’ignoto.

Per noi lo Stato è necessario, nella misura in cui è necessario proteggere dai conflitti interni e dalle aggressioni esterne la cooperazione sociale fra individui liberi.

Ludwig von Mises diceva che “con una natura umana che è quello che è, lo Stato è un’istituzione necessaria e indispensabile. Lo Stato è, se correttamente amministrato, il fondamento della società, della cooperazione e della civiltà umane. Esso è lo strumento più benefico e utile negli sforzi dell’uomo per promuovere la felicità e il benessere umani. Ma è soltanto uno strumento e un mezzo, non il fine ultimo”.

Oggi, in Italia, lo Stato come strumento di garanzia di una leale cooperazione e di una effettiva concorrenza di mercato è ostaggio di una continua eterogenesi dei fini che corrompe le relazioni sociali.

Le regole, da norme astratte ed uguali per tutti, sono state piegate da una cerchia ristretta di individui a proprio uso e consumo.

Le Istituzioni si fanno sempre più “estrattive” anziché “inclusive”.

Ciò impedisce agli individui di partecipare al cambiamento e di dispiegare appieno le proprie libertà, la propria personalità, il proprio bisogno di intrapresa.

Ciò impedisce, inoltre, di prestare in maniera efficace la dovuta assistenza agli indigenti ed ai bisognosi e di assicurare a tutti un’effettiva uguaglianza dei punti di partenza.

Lo Stato ipertrofico ed invadente in ambiti in cui si dettano oltre misura i fini della convivenza (l’economia pianificata, la rigida regolamentazione dell’iniziativa privata, l’eccessiva tassazione, i protezionismi a difesa dell’“italianità”, la tendenza ad imporre una uguaglianza sostanziale fra individui diversi) finisce per svilire e snaturare la cooperazione umana, per renderla scarsamente utile se non antieconomica.

Non per uno sterile antistatalismo preconcetto, dunque, ma perché è in gioco il progresso della società italiana e la nostra stessa felicità, che ci siamo posti l’obiettivo di diffondere il pensiero liberale e di riportare un po’ di ragionevolezza nel dibattito in corso.

Perché “la scomparsa del senso critico costituisce una seria minaccia per la preservazione della nostra società”, come diceva Mises.

Crediamo in un’Italia aperta, in una maggiore integrazione politica del nostro continente ed auspichiamo la nascita di un’unione federale di stati: gli Stati Uniti d’Europa.

EleMenti Liberali nasce quindi come cooperazione di individui liberi che prendono le mosse da queste considerazioni.

Per realizzare il nostro scopo organizziamo eventi, dibattiti, incontri, presentazioni di libri. Operiamo su di un piano di sensibilizzazione culturale. E instilliamo il dubbio. Il dubbio che lo Stato che conosciamo noi oggi e che qualcuno, infarcito di aride e vecchie ideologie e dimentico degli eventi del novecento e dell’intera storia umana, vorrebbe ancora più invadente, non sia forse la fonte dei nostri mali.

Dandoci al contempo l’obiettivo di diffondere la cultura controcorrente del merito, della trasparenza, dell’onestà intellettuale, del senso civico, del rispetto, della solidarietà responsabile, della competenza, della pertinenza, della concludenza, de “lo Stato è per noi”, della libertà, della deontologia, dell’esempio, dell’uguaglianza delle opportunità.

Il nostro faro, il Manifesto liberale di Oxford del 1997. La nostra Stele di Rosetta, un certo tipo di approccio alle questioni del mondo basato su alcuni principi nei quali in modo particolare ci rispecchiamo.

Nella nostra missione intendiamo comunque rimanere degli “uomini di cultura”. E il compito degli uomini di cultura, come diceva Norberto Bobbio, è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze.

Nel nostro piccolo, ci piace pensare di poter contribuire.

In fondo, “la libertà quando comincia a mettere radici è una pianta di rapida crescita” (George Washington).

5 novembre 2014

EleMenti Liberali, foto di gruppo, settembre 2016

Eccoci, anche se non al completo, a un ritrovo dopo la pausa estiva 2016: Stefano, Mauro, Alessandro, Daniele, Filippo, Alvise, Piero e Antonella.